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RESTARE IN FORMA IN AUTUNNO
Ad autunno inoltrato quel che resta della bella stagione è spesso la splendida forma fisica raggiunta durante l'estate. Ricordo ancora vivo nel nostro corpo, cosa fare per evitare che impallidisca con
l'accorciarsi dei giorni? Esiste un metodo per mantenere la forma fisica?
Ecco alcuni consigli per non perdere la forma dell'estate e non
ingrassare nel periodo autunnale.
Rispettare il numero dei pasti della giornata
Con la ripresa della vita professionale, riprende la fretta, la dittatura dell'agenda, scandita dagli "incastri" tra un impegno e l'altro. Non considerare anche il momento dei pasti un incastro. E'
invece una sana abitudine quotidiana per nutrirci e vivere bene.
Evitare dunque di saltare i pasti ed arrivare a sera affamati: in questo modo si sballa il metabolismo.
Non è restando leggeri a pranzo che si può mangiare in modo "libero" e qualitativamente scadente, dall'ora degli aperitivi fino a prima di coricarsi.
Meglio rispettare i bisogni nutrizionali, anche in termini di orari e distribuzione dei pasti nella giornata.
Per restare in forma vale la regola sempre-verde delle
nonne: "Colazione da re, pranzo da principe, cena da mendicante".
La regola dei 5
E' una regola semplice, suggerita da medici specialisti in scienza della alimentazione. Si tratta di inserire nella giornata cinque
pasti di piccole dimensioni ed equilibrati tra loro. I momenti, per chi conduce una vita normale, sono: colazione, mezza mattina, pranzo, mezzo pomeriggio, cena. I tre pasti principali:
colazione, pranzo e cena, dovrebbero essere costituiti da un mini pasto, come un primo piatto scarso, un secondo di modeste dimensioni e insalata. Le quantità potrebbero essere identificate secondo
appetito ed esigenze (bisogni energetici soggettivi). Gli spuntini potrebbero essere costituiti da frutta e/o yogurt alla frutta. In questo modo si ottengono due vantaggi importanti; il primo rappresentato da una distribuzione che soddisfa le esigenze di
ordine nutrizionale e quindi una vivacità del metabolismo per tutto l'arco della giornata, avviato da sane abitudini alimentari; il secondo è un controllo naturale della produzione di gastrina. Questo
ormone è il responsabile della sensazione di appetito. Dopo molte ore senza mangiare nulla, il conseguente calo dei livelli di glicemia nel sangue, si attiva la gastrina e la relativa sensazione di forte appetito. Il forte appetito è una pulsione che può essere
soddisfatta unicamente mangiando una grande quantità di cibo, spesso oltre le reali necessità. Questo comportamento alimentare è pericoloso per chi non desidera ingrassare. Al contrario, tre mini pasti e due spuntini consentono un eccellente equilibrio, anche di
carattere ormonale.
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Verso una dieta libera
Quella che possiamo chiamare una dieta libera è fatta da momenti piacevoli e assolutamente "necessari" nella vita di ognuno, nei
quali si gustano le prelibatezze della gastronomia, senza pensare troppo a esigenze, fabbisogni, calorie, grassi ecc. Si tratta di una sorta di vacanza dalla costrizione della bilancia, che
allieta lo spirito. Ma come ogni cosa bella si gusta se presa con moderazione. Capita infatti di osservare un'alimentazione eccellente sia in termini qualitativi che quantitativi da lunedì a
venerdì, per poi incorrere incorrere nella tipica sregolatezza da fine settimana. I pasti dieta libera potrebbero essere eccessivi: sabato pranzo e cena, domenica pranzo e cena (totale 4). Questa
condizione potrebbe imporre una tendenza ad ingrassare, nonostante la correttezza dell'alimentazione nei giorni feriali. Le calorie in meno assunte in totale da lunedì a venerdì saranno inferiori a
quelle in esubero assorbite nel week end. In questo caso si suggerisce di scegliere un pasto al sabato e uno alla domenica, facendo attenzione alle quantità. Si ricordi inoltre che nei
momenti significativi della vita, i rituali da calendario e le situazioni eccezionali, si mangia ciò che si vuole. Non ci venga in mente di stare a dieta a Natale, di rifiutare la fetta di torta ad una festa di compleanno o contare le calorie ad un banchetto di
matrimonio. Limitarsi nelle ricorrenze per assaltare frigo e dispensa in solitudine, è un comportamento alimentare patologico.
Attività fisica
E' importante una doverosa precisazione. L'attività fisica per dimagrire e comunque per mantenere un corretto grado di efficienza e salute dell'organismo, non deve necessariamente svolgersi in
ambienti particolari. L'attività può essere inserita all'interno dello stile di vita quotidiano, come ad esempio: camminare, utilizzare la bicicletta per gli spostamenti possibili, fare le
pulizie e le faccende domestiche, giocare con i bambini, andare a ballare, svolgere attività ludiche e divertenti in compagnia, etc.
Va da sè che l'attività in palestra e' un ulteriore mezzo e va
benissimo per chi ha tempo a disposizione.
Monitorare la situazione
Per sapere se queste regole producono un reale mantenimento della forma fisica non resta che monitorare la situazione. Il monitoraggio infatti è lo strumento principe per apportare lievi o sostanziali modifiche al proprio stile di vita motorio e nutrizionale. Se si
aumenta di peso (o di centimetri) è opportuno limitarsi un poco con l'alimentazione; se la situazione rimane stazionaria significa che stiamo mantenendo la forma; se si cala, vuol dire che si è in
deficit calorico: sarà possibile dunque arricchire la propria alimentazione o limitare l'attività fisica. In pratica si tratta di controllare ogni due settimane le misure della circonferenza vita,
fianchi e cosce.
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